L’ONDA STUDENTESCA
Cronaca di un Ottobre di protesta ed informazione
15 e 16 Novembre 2008: due giorni da ricordare in questo autunno, palcoscenico dell’Onda, com’è stato chiamato il movimento studentesco che, partendo dai genitori delle classi elementari, passando per studenti delle medie inferiori e superiori, fino agli universitari ed ai ricercatori, comprendendo anche insegnanti di ogni fascia, ha protestato, continuamente, per più di un mese, contro le riforme imposte dal Governo in materia d’istruzione.
Il movimento è partito dalle università, ed ha pian piano coinvolto le altre scuole; i genitori si sono uniti nella protesta contro la 133, quando, proprio in Ottobre, il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini ha prodotto la legge 137, che, sulla base dei tagli indicati nella suddetta finanziaria, riforma la scuola elementare.
Per due settimane sono partiti cortei spontanei ed autogestiti quasi ogni giorni, dalle principali università d’Italia; a Roma, l’appuntamento giornaliero era a piazzale Aldo Moro, alle 14, o a Piramide per gli studenti di RomaTre. Molti atenei hanno inoltre organizzato attività supplementari, volte a sensibilizzare l’opinione comune e gli studenti stessi, come didattica alternativa, nelle piazze o in notturna, volantinaggio, momenti conviviali, assemblee per decidere il da farsi ma soprattutto per informarsi, essere precisi e puntuali di fronte a qualsiasi strumentalizzazione mediatica o del Governo, e, soprattutto, per produrre una serie di leggi alternative, equilibrate, democratiche.
Momenti da ricordare sono sicuramente la manifestazione del 29 Ottobre, in occasione dell’approvazione in Senato della legge 137, che ha visto scendere in piazza Navona migliaia di studenti, insegnanti e genitori, ben consapevoli di non potere intervenire in quel momento sulla 133 (che comprende i tagli all’università e la loro trasformazione in fondazioni private), ma volendo comunque protestare contro una manovra generale del governo ai danni dell’istruzione italiana e soprattutto della democrazia (un esempio sono le “classi ponte”, manovra per creare ghetti ed aumentare le differenze tra bambini extracomunitari ed italiani, nonostante vengano pubblicizzate come la soluzione ai loro problemi d’inserimento). Già dalla sera, nonostante la pioggia, prima era cominciato un sit-in continuativo di gruppi di studenti. La mattina seguente, dopo un paio d’ore di protesta pacifica, la piazza è stata spettatrice di violenti scontri, che sono diventati argomento di lunghi ed estenuanti dibattiti; la verità è che probabilmente un gruppo di estrema destra (secondo alcuni aiutato da infiltrati del Governo stesso), ha cominciato, e che un gruppo di estrema sinistra ha reagito, e da lì ne sono nati quei tre minuti di violenza inaudita (che portano anche a chiedersi come mai le Forze dell’Ordine abbiano aspettato tanto ad intervenire, visto che già da ore presidiavano la piazza). Durante gli scontri, cortei di studenti pacifici si sono allontanati dalla piazza per continuare la protesta in maniera nonviolenta in altri punti della Capitale.
Il giorno dopo Roma si è vista nuovamente invasa da migliaia di studenti, giunti da tutt’Italia, per la grande manifestazione del 30 Ottobre, che ha visto la concomitanza del corteo studentesco e di quello sindacale, mossi dalle stesse motivazioni ma in maniera indipendente l’uno dall’altro. L’Onda studentesca ha raggiunto infatti nel primo pomeriggio il Ministero dell’Istruzione, ed in parte è lì rimasto, a protestare pacificatamene davanti ad un edificio barricato dalle Forze dell’Ordine, e dal quale nessuno si è affacciato; altri gruppi di studenti hanno continuato dei cortei per Roma, bloccando diverse strade.
Altri cortei minori si sono succeduti nei giorni seguenti, fino alla grande manifestazione nazionale del 14 Novembre, un evento senza precedenti nella storia della protesta studentesca italiana, perché è stata seguita, nel week-end, da un’assemblea organizzata, che ha coinvolto studenti di tutt’Italia in vari tavoli di dibattito. I momenti decisionali e di confronto sono stati accompagnati da concerti e occasioni per stare insieme; il tutto si è concluso con la festa del 18, con le parole appassionate di Andrea Rivera, e i contributi di Daniele Silvestri, Valerio Mastandrea, Tete de Bois, Assalti Frontali e Lillo&Greg, Tre allegri Ragazzi Morti, Momo, Dario Vergassola, ed altri.
I tagli per il 2009 sono, purtroppo, inderogabili e non possono essere bloccati, né la 133, essendo una finanziaria, è sottoponibile a referendum abrogativo. Ma il Movimento non si ferma qui. Le assemblee non sono finite, gli studenti continuano a confrontarsi ed informarsi, per non farsi più cogliere impreparati. Il Governo ha fatto qualche passo avanti, bloccando un nuovo decreto Gelmini sulle università che sanciva l’obbligatorietà a divenire fondazioni private: ma non è ancora abbastanza. L’università italiana deve, anche per diritto costituzionale, rimanere pubblica, e con questo obiettivo gli studenti continueranno a muoversi.
Margherita Pace
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