FANS' LAND

Fanfic
In quella notte by Artemisia89

A Orube.


Poco prima. Poco dopo.


Notte.
Notte. Notte. Notte. Notte.
E lacrime, troppe lacrime che scendono sulle mie guance e macchiano i miei abiti color sangue.
Troppa notte, troppe lacrime, troppo dolore.
La strada e buia e i miei singhiozzi risuonano lancinanti nella strada.
Sto pregando di raggiungere una casa che non è nemmeno la mia.
Quale luogo è mai stato il mio qui?
Io sono un estranea e la terra stessa sembra volermi espellere.
La sento che ogni giorno, ogni istante tende i suoi muscoli e i suoi nervi nei vani tentativi di rigettarmi.
E’ penoso.
Tutto quanto lo è.
Ogni cosa è orribile e tremendamente debole.
Le rose selvatiche, la strada, le case, il dolore, la notte, quel gatto che miagola così fastidiosamente, la mia missione, io.
E’ tutto disgustoso.
E fragile.

Ma quel posto.
Quella libreria.
Quello era diverso. Quello era il nostro porto franco.
Lì era un segreto, un confine magico che la terra conosceva e rispettava.
Quello era il nostro posto.

Mentre apro la porta la campanella tintinna, di quel suono argentato che tu non sentirai mia più.
Cedric.
Dannato Cedric.
Ho ancora il tuo profumo addosso.
Ti ho guardato morire e mi sono sentita morire.

Lo scantinato è buio e freddo, ma conserverà ancora a lungo i nostri ricordi.
Come di quella volta che eri così vicino a me. Ma distanza di un soffio, di un bacio troppa per noi, per una come me, troppo orgogliosa per fare il primo passo. Troppo poco donna per lasciarsi sopraffare dalla follia umana.
Di quando ero così persa a guardare i tuoi occhi di torbido mare e limpido cielo.
E’ stata tutta colpa mia.

Sono stata io a mandarti a morte, io ti ho spinto a tutto questo.
Non me lo perdonerò mia.

Succede che sfioro distratta le pagine di un libro e le mie lacrime cadono una ad una, finché non mi fermo su un foglio.


“A Orube”


Ti guardo e penso che mi perderei nell’abisso dei tuoi occhi.
Sanno di ambra, e di sole. Del sole della mia terra che io ho dimenticato.
Sanno di amore, un amore che non ho mai conosciuto.

Ti guardo respirare, ti guardo sospirare e penso che potrei morire per sfiorare quelle labbra.
In quanto tempo un uomo può raggiungere la perdizione?

A niente serve ricordarmi chi sono, cosa ero.

Il tuo profumo mi sta dando alla testa, ogni giorno passato con te sembra diventare una condanna, una tortura che mi spinge alla follia.

Quali freni ormai ci sono per me?
La decenza, forse? L’orgoglio?
Il pudore? No, io non sono un uomo.

Questi inutili sentimenti terrestri non mi toccano.

E’ qualcosa di diverso.

Io sto per tradirti, ti sto per vendere ad un nuovo tiranno.

Rideresti di me, lo so.
Perché tu sei un’anima fiera, senza padrone, con fermi ideali.

Io ho inseguito soltanto una cosa Orube. Io ho inseguito un sogno diverso.
Io ho inseguito la libertà e per lei sono stato più volte prigioniero e succube.

Io ho cercato la libertà, un posto che potesse accogliermi, una persona che non mi facesse sentire solo.

Io sto per tradirti, io sto per morire.

E’ nella mia indole continuare a fuggire come un vigliacco, io non sono come te, io sono sporco dentro da troppo tempo.

Oh, come vorrei poterti venire più vicino, guardarti mentre dormi, parlarti senza che nessuno ci ascolti.
Come vorrei che tu venissi via con me, come vorrei un nuovo futuro per noi due soli, senza nessuna divisione. Soltanto io e te, in un posto lontano da tutto e da tutti dove non esiste il male e il bene è solo un concetto relativo che si mischia alla natura della materia.


E nei sogni che faccio ogni notte, siamo insieme in un luogo sperduto, un’isola in mezzo al più grande degli oceani, e io non sto per tradirti, ma sto per averti, in una notte luminosa, sulla sabbia, con le onde che ci lambiscono i piedi e tu mi guardi e io pronuncio il tuo nome, più e più volte…perché è come un sospiro, quasi un gemito e con voce roca…si…Orube.
Orube.
Orube.

Sto per tradirti Orube.
Sto per mandarti a morte certa.

Sarebbe bello che tu ti svegliassi e mi uccidessi seduta stante. Sarebbe giusto, sarebbe l’azione migliore.
Ci sarebbe meno dolore per te e per me.
Ci risparmieremmo un sacco di inutili lacrime.
Il mio cuore non sprecherebbe battiti inutili e i tuoi occhi di sole che amo così tanto non perderebbero la loro radianza.

Sono quasi tentato di svegliarti e dirti tutto, ma con un fruscio mi alzo e vado via.
Vado via perché sta calando la notte, e la notte è il momento in cui i Giuda si mettono all’opera

Addio Orube

Cedric



Fine.

Artemisia89 : E-mail